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apr 2015

2 aprile: giornata mondiale autismo. I monumenti illuminati di blu nelle principali città del mondo segnalano la campagna dedicata al disturbo neuro-psichiatrico, sul quale la scienza sta facendo passi concreti.

A livello europeo, l’incidenza dell’autismo è di un bambino su 150. Ad oggi non si conoscono con certezza le cause di questa patologia e non esiste una cura. La ricerca può dare speranza ai tanti bambini e ai loro genitori.

La diagnosi precoce è essenziale per ridurre la gravità dei disturbi.

Il video è stato realizzato nell’ambito del progetto ‘Prima Pietra’, che coinvolge l’Istituto di fisiologia clinica (Ifc) del Cnr, l’Istituto Stella Maris di Pisa, il Policlinico universitario G. Martino di Messina e l’Azienda sanitaria provinciale di Palermo.

‘Prima pietra’, ha come obiettivo l’identificazione e la riabilitazione precoce e personalizzata dei sintomi, la continuità di trattamento in remoto, il coinvolgimento delle famiglie e l’applicazione di protocolli internazionali.

“Abbiamo coinvolto i pediatri della provincia di Messina, formandoli all’uso della nostra piattaforma online”, spiega Giovanni Pioggia dell’Ifc-Cnr. “Inserendovi i risultati dei test che lo specialista sottopone ai genitori del bambino all’età di 18 mesi, questa calcola il rischio che il bimbo sia affetto da autismo, i cui sintomi si potranno manifestare in modo più evidente solo col passare degli anni”.

La seconda fase comprende la riabilitazione in clinica e a casa. “Il progetto di intervento si basa sul modello americano ‘Denver’ per l’intervento precoce”, continua Pioggia. “Con un tablet, il terapista applica e personalizza il trattamento sulla base della risposta fisiologica del paziente. Il genitore viene coinvolto con il figlio in attività di gioco atte a favorire lo sviluppo delle facoltà socio-cognitive del piccolo ed è connesso in rete con un terapista che lo osserva e lo guida. Il genitore può inviare a sua volta, grazie a piccoli sensori non invasivi, dati sulla postura, sui movimenti e sulla frequenza cardiaca del bimbo”.

“La terapia ci ha dato subito una grande forza. Mio figlio non parlava, non mi guardava negli occhi…se un bambino viene sottoposto a terapia tra i 18 e i 48-60 mesi, la sua vita sarà significativamente diversa. Oggi mio figlio mi parla, mi guarda negli occhi e condivide delle emozioni con me”.

Per saperne di più: www.progettoprimapietra.it

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