roma

giu 2020

Roma e i suoi beni archeologici hanno offerto un set a cielo aperto per numerosi film italiani e stranieri. Augusto Palombini, dell’Istituto di scienze del patrimonio culturale del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ispc) indaga questo rapporto, sottolineando come proprio l’archeologia “prima ancora di essere un campo di studi e di ricerca, è stata un territorio dell’immaginazione”. Soprattutto a partire dagli anni ’50 del ’900, con l’espansione dell’industria cinematografica, la città eterna si presta, grazie alla densità dei suoi tesori monumentali, a trasformarsi in un set di eccellenza. “Da lì inizierà un periodo in cui Roma verrà associata indissolubilmente a queste caratteristiche archeologiche, tanto che lo stesso Fellini, nel film Roma, che è del 1972, ma si riferisce alla Roma degli anni ’50, caratterizza la città in questa situazione quasi sognante, proprio con l’archeologia”.

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