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ott 2020

Il Cnr Risponde – Con lo spostamento delle lancette un’ora indietro (ora solare) l’organismo può andare incontro ad alcuni cambiamenti. Si tratta di effetti assimilabili a quelli del Jet Lag. “La variazione, anche solo di un’ora, porta ad una modifica della secrezione di ormoni, ad alterazioni della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa”, spiega Anna Lo Bue dell’Istituto per la ricerca e l’innovazione biomedica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irib). Anziani e bambini, il cui quotidiano è disciplinato da attività svolte con una certa puntualità, come l’orario per andare a letto o i pasti (i c.d. marcatempo), rappresentano le categorie maggiormente coinvolte dal cambio dell’ora. “A trarne giovamento, invece, saranno i gufi, quei soggetti che tendenzialmente si addormentano tardi nelle ore serali”. Per superare il passaggio senza particolari scompensi, questi i consigli dell’esperta: “Esporsi alla luce solare, soprattutto nelle ore centrali della giornata; spostare di 10 minuti, qualche giorno prima del passaggio dell’ora solare, i nostri marcatempo: l’orario del sonno e l’orario dei pasti”.

In attesa della scelta definitiva da parte dell’Ue, quando i Paesi membri saranno chiamati a decidere il fuso da adottare in maniera definitiva dopo marzo 2021, “Il mantenimento dell’ora legale – sottolinea Lo Bue – sarebbe la scelta più appropriata dal punto di vista del benessere psicofisico”.

“Il Cnr risponde” è uno spazio di informazione dedicato alle principali questioni di attualità. Gli esperti dell’Ente mettono a disposizione del pubblico la propria conoscenza con pillole video di due minuti e un linguaggio semplice e diretto.

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