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apr 2020

Marco Casula, tecnico dell’Istituto di scienze polari del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Isp) di Venezia, si trova nella Base Dirigibile Italia del CNR a Ny-Alesund, nell’arcipelago delle Svalbard, in Artico a circa 1000 km dal Polo Nord. Uno dei due luoghi sulla Terra, con l’Antartide, che non sono stati toccati dal Covid-19.

Al momento sarà proprio il Coronavirus a decidere la data di ritorno del collega in Italia, che ha la responsabilità di portare avanti il suo lavoro e non interrompere la serie climatica di dati che l’Italia sta raccogliendo in Artico da oltre 10 anni. Una situazione impensabile al momento della partenza.

“Innanzitutto io ho scelto questa condizione: data la tipologia della ricerca polare, vivere isolati non è inconsueto”, spiega Casula. “La mia attuale condizione di isolamento non è proprio la stessa che vivono gli italiani e i cittadini di tanti Paesi: io posso uscire, godermi questi ambienti unici e magnifici, avere contatti umani con i colleghi delle altre stazioni di ricerca internazionali, anzi ho tutto lo spazio che voglio a disposizione e credo che abbiano molte più difficoltà le persone che si trovano costrette a rimanere chiuse in casa loro, per non dire di coloro che sono in quarantena o ricoverati.”

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