Feb 2015

Dal settembre 1943 all’aprile del ’45, lo scrittore Giovannino Guareschi è internato in campo di concentramento. Respinge, nonostante in Italia abbia moglie, un figlio e una bambina in arrivo, tutte le proposte di collaborazione, tra cui quella del comandante tedesco Albert Kesselring di dirigere un giornale umoristico. Nel lager, che definirà la sua ‘scuola di giornalismo politico’, l’autore di Don Camillo organizza per i commilitoni giornali parlati, recite, attività di formazione alle quali partecipa anche Gianrico Tedeschi, uno dei maggiori attori del teatro italiano. Perde circa 40 chili ma mantiene la forza d’animo per tornare vivo, coniando il motto: “Non muoio neanche se mi ammazzano”.

Il video è uno dei multimediali inseriti nella mostra ‘Vite di Imi. Percorsi di vita dal fronte di guerra ai lager tedeschi 1943-1945’, che si inaugura giovedì 5 febbraio 2015 a Roma, in Via Labicana 15, presso la sede dell’Associazione nazionale reduci dalla prigionia dall’internamento, dalla Guerra di liberazione e loro familiari, sotto l’Alto patronato del Presidente della Repubblica.

 

Leave a Reply

  • (will not be published)