Apr 2013


Sono oltre 300 le campagne oceanografiche condotte dalla nave Urania, ‘ammiraglia’ della flotta del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr). Di queste, ben 25 nel 2011, con 327 giorni-nave e il coinvolgimento di 277 ricercatori dell’Ente e di altre istituzioni di ricerca italiane ed estere. Per celebrare i 20 anni di attività della nave oceanografica, i ricercatori e la società armatrice Sopromar si sono dati appuntamento al porto di Civitavecchia.

Costruita all’inizio degli anni ’90 e consegnata ad aprile 1992, l’Urania ha una lunghezza superiore ai 60 metri, un’autonomia operativa di 45 giorni e può ospitare fino a 36 uomini tra equipaggio e personale scientifico. È dotata di laboratori per analisi geologiche, chimiche e radiologiche e di un’avanzata strumentazione scientifica per la raccolta di dati ambientali sino alle massime profondità marine. L’ausilio di strumentazione tecnologicamente avanzata, la capacità di ricerca multidisciplinare e un’attenta programmazione delle attività le hanno assicurato un successo scientifico paragonabile a quello dei mezzi navali dei principali centri di ricerca europei.

Tra gli strumenti geofisici in dotazione, un ecoscandaglio multifascio (multibeam) per la ricostruzione della morfologia dei fondali, un correntometro doppler a doppia frequenza per la definizione della struttura tridimensionale delle correnti marine, una serie di sistemi di sismica a riflessione (Chirp e Sparker) in grado di generare sezioni acustiche del sottofondo marino, un sonar a scansione laterale e un magnetometro per la produzione di mappe acustiche e l’individuazione di oggetti e anomalie magnetiche presenti sul fondale o nell’immediato sottofondo marino. Tra i sistemi di campionamento sono disponibili carotieri, campionatori box corer, benne e draghe, oltre a sonde multiparametriche e multi campionatori (Ctd, Rosette multisampler) per le misure chimico-fisico-biologiche e il prelievo di campioni lungo la colonna d’acqua.

È inoltre possibile installare strumentazione innovativa per misurare la temperatura del superficiale pellicolare (interferometro M-Aeri) o della clorofilla (Lidar), nonché la messa a mare di strumenti scientifici di grandi dimensioni, come stazioni di misura di alto fondale (Geostar) o side-scan sonar di profondità (Tobi).

Una qualificata rete di sinergie scientifiche pone il Cnr in una posizione leader nel campo della ricerca marina a livello nazionale e permette ai ricercatori dell’Ente di fornire un importante contributo al rilancio della politica marittima di tutta l’Unione Europea.

I risultati scientifici ottenuti grazie all’utilizzo della nave Urania sono testimoniati dal consistente numero di pubblicazioni, progetti e collaborazioni nazionali e internazionali sviluppati. Tra questi, il progetto del VII Programma quadro Eurofleets e SeaDataNet-II, per realizzare un’infrastruttura europea integrata di accesso ai dati marini, il progetto Magic finanziato dal dipartimento della Protezione civile, il programma europeo E-Surfmar che ha visto l’installazione a bordo dell’Urania della stazione meteorologica Batos.

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