Nov 2022

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato che il 28% della popolazione mondiale è fisicamente inattivo ed il dato, già di per sé inquietante, è più alto per le donne (33%) che per gli uomini (23%). Secondo l’ultimo Rapporto dell’Eurobarometro presentato al Forum Europeo dello sport nel 2021 a Sofia, il 46% della popolazione in Europa non pratica uno sport e non fa esercizio fisico. Un dato allarmante che si aggrava se, ancora una volta, si pone la lente d’ingrandimento sulle donne.

Parte da qui, e dall’analisi del gender gap nella pratica sportiva, il progetto europeo ‘Women’s Hurdles’ (Gli ostacoli delle donne) co-finanziato dal programma ERASMUS+ SPORT e realizzato dall’Unità Prevenzione e Protezione del Consiglio nazionale delle Ricerche – CNR, in partenariato con Bulgarian Sports Development Association – BSDA (Bulgaria), l’Istituto Europeo per lo Sviluppo Socio Economico – ISES (Italia), la Hellenic Heart Foundation (Grecia), Guild of Independent Creators – NKG (Lituania) e la Cardioprevent Medical Foundation (Romania).

‘Women’s Hurdles’ mira a sviluppare, implementare e trasferire pratiche innovative legate all’attività fisica in una popolazione ad alto rischio e solitamente difficile da raggiungere: le donne, in particolare quelle con famiglia e carichi di lavoro. In un arco temporale di due anni (2020-2022), è stata condotta un’analisi della letteratura presente sul tema; è stata realizzata un’indagine per identificare gli ostacoli all’attività fisica, e quindi immaginare possibili soluzioni; attraverso una ricerca sul web si è capito, poi, cosa le donne cercano online in merito al tema dell’attività fisica con l’obiettivo di comprendere in maniera innovativa quali siano le reali barriere e al fine di identificare le ‘buone pratiche’ per le donne nei diversi paesi.

Ad emergere sono alcuni principi – ‘Regole d’oro’ – che possono tracciare la strada: dal maggior coinvolgimento delle donne nella piramide decisionale alla possibilità offerta dal mondo del lavoro e delle palestre di offrire possibilità e aiuti concreti affinché le donne possano praticare sport. Ancora una volta la comunicazione e i modelli di riferimento giocano un ruolo determinante nel far sì che una donna inizi a praticare sport ma soprattutto che continui a farlo durante tutto l’arco della vita.

 

 

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